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Tendenze di Design: Flat Design 2.0

Quando approdò per la prima volta nel mondo del Web Design, il Flat Design arrivò sui PC degli sviluppatori come una tormenta di neve, ma sappiamo tutti che nessuna tendenza dura in eterno. Questo è ciò che sta esattamente accadendo con il Flat Design: sta subendo un po alla volta cambiamenti sottili, ma significativi, rispetto alla sua forma originale.

Questi cambiamenti sono abbastanza da mettere in dubbio utenti ed esperti riguardo il nuovo livello di iterazione del Flat Design 2.0. Il 2.0 è molto interessante perchè colpisce il delicato equilibrio che c’è tra i cambiamenti che modificano l’esperienza dell’utente e ciò che lo rende fedele ai suoi principi originali.

L’evoluzione del Flat Design in 2.0 è stata inevitabile. Tuttavia, a mano a mano che i designers si sono sentiti sempre più a loro agio con questo stile, si sono resi conti, che a causa di tutta la sua popolarità, alcuni problemi non sono mai stati veramente del tutto affrontati.

L’ORIGINE DEL FLAT DESIGN

Vedete il Flat Design come una sorta di ribellione contro il non meno popolare 3D. Questo vecchio stile era basato su effetti 3D, per copiare il più possibile la realtà, in modo da garantirne la familiarità durante l’esperienza d’uso agli utenti. Per esempio, in una versione iniziale dell’Amazon Kindle Fire, c’era una libreria 3D di sfondo, per rinforzare il fine ultimo del tablet, ovvero la lettura.

kindleQuesto fino a quando, nel 2012, Apple, un enorme sostenitore del 3D, decise di abbandonarlo per passare al Flat Design, facendolo diventare cosi, uno degli stile maggiormanete utilizzati per la realizzazione di interfacce grafiche, siano esse di software o siti web.

Il Flat Design è caratterizzato dall’assenza di:

  • elementi in rilievo che fanno capire all’utente che possono essere cliccati;
  • elementi cavi che fanno capire all’utente che possono essere riempiti (campi di ricerca e altri campi di input).

LA TRANSIZIONE AL 2.0

Nonostante il successo incontrastato del Flat Design, alcuni designers iniziarono a notare difetti che non venivano affrontato all’interno delle più grande community del design. Mentre il Flat Design guadagnava sempre più successo a causa del suo minamilismo, ci si iniziò a spostare sempre più verso una direzione errata. Le caratteristiche di alcuni effetti 3D furono spente, accusate di essere troppo eccessive e di influenzare negativamente l’esperienza d’uso dell’utente.

Questo porto obbligatoriamente a un nuovo cambiamento, ed è qui che ci troviamo oggi all’alba del Flat Design 2.0.

PROBLEMI DI USABILITÁ DEL FLAT DESIGN

Tutti i problemi di usabilità del Flat Design possono essere riassunti in questa frase: il flat tipicamente scambia le necessità dell’utente con l’aspetto estetico.

In altre parole, i designer che realizzano un’interfaccia “piatta”, mettono grande enfasi sul mantenere il tutto minimalista, non 3D, a discapito dell’esperienza dell’utente e delle sue vere necessità. Questo è tipicamente il punto in cui tutte le cose peggiori iniziano, ed è questo il motivo per cui ci fu l’evoluzione al Flat Design 2.0.

Qua di seguito sono elencati i più comuni problemi d’usabilità con il Flat Design:

  • assenza totale di tutti i maggiori sistemi di evidenziazione (sfumature, ombre, sottolineature ecc…);
  • assenza di modelli familiari (il testo sottolineato per i collegamenti);
  • assenza di indicazioni contestuali

Probabilmente l’esempio più famoso riguardante i problemi di usabilità del Flat Design, fu il rilascio dell’interfaccia Metro UI di Windows 8. Qul design fu l’apoteosi del flat, in quanto il livello di “piattezza” presente fu estremizzato al massimo.

L’esperienza degli utenti fu terribile, in quanto un completo Flat Design significa che gli utenti non sanno cosa può essere cliccato nell’interfaccia e cosa no. Come risultati, gli utenti sono naturalmente forzati a spendere tempo aggiuntivo a sperimentare, o, peggio ancora, compiere azioni che portano ad errori del tutto indesiderati.

metro-ui

Come potete vedere, l’interfaccia di Windows 8 è cosi piatta da rendere impossibile per le persone capire cosa è cliccabile e cosa no. Persino se gli utenti sono già familiari nell’utilizzo di siti che utilizzano questo stile.

UN’EVOLUZIONE DATA DALLA DOMANDA

Nel mondo del degign, le cose solitamente cambiano perchè c’è un richiesta per questo cambiamento. Qualcuno nota un problema in qualcosa e trova un modo di migliorarlo, o qualcun altro prende un concetto e lo modifica, migliorandolo ed espandendolo.

Il Flat Design 2.0 è questo, un aggiornamento del Flat Design, reinserendo alcuni elementi familiari all’utente, ma facendo si che i principi del minimalismo dettati dal Flat Design vengano rispettati.

Di seguito elenco alcuni esempi di utilizzo del Flat Design 2.0:

  • La guida Dropbox a primo impatto potrebbe sembrare molto piatta, ma se guardate meglio, vedrete elementi 3D che comunicano all’utente che alcuni elementi sono sovrapposti ad altri.
  • La pagina d’anniversario dei 90 anni di Publicis Groupe presenta svariate ombre e sfumature, unite tuttavia ad un aspetto estremamente flat.
  • Il sito del lussurioso Jumeirah Hotel, situato negli Emirati Arabi, presenta scritte contornate da ombre, che offrono un effetto 3D in contrasto con i video di sfondo della pagina.

Riguardo a Michele Rondina

Mezzo designer (o forse qualcosina in più) e mezzo coder. Questo sono io, questa è la mia passione e il mio lavoro: creare e realizzare fantastici progetti. Con una passione sfrenata per il mondo USA seguo ogni nuova tendenza in arrivo da oltre oceano, aggiornandomi e cercando sempre novità da applicare ai miei lavori, facendo si che in ognuno di essi sia presente un tocco unico e speciale, capace di differenzialo dagli altri. Si dice che "fai un lavoro che ti piace, non lavorerai un giorno della tua vita". Chi ha detto questa frase aveva proprio ragione!

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