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nuovi diritti dei consumatori

Cambia il mondo degli E-commerce?

In una settimana un po’ particolare, il parlamento europeo rafforza i nuovi diritti dei consumatori.

Hanno avuto di che fare a Bruxelles in questo periodo hanno toccato più di qualche argomento delicato.

Partendo dalla Brexit, passando per l’approvazione delle regole del Copyright su internet ora si sta discutendo sulla tutela dei consumatori.

Da sempre l’Europa ha provato a schierarsi dalla parte dei consumatori nella fase delle vendite.

Con questo comunicato stampa si ha avuto la conferma di un nuovo passo avanti.

Il 27/03 sono state approvati i nuovi diritti dei consumatori per proteggere più efficacemente chi acquista un prodotto online o offline.

Sono 3 i punti salenti:

  • Diritti più chiari per l’acquisto di contenuti digitali o beni transfrontalieri
  • Rimedi ai consumatori in caso di prodotti difettosi
  • Coperti anche gli articoli smart (es. frigoriferi intelligenti o orologi connessi)

Prima di entrare nel dettaglio di ogni punto della nuova legge, ci sembra giusto ricordare che essendo una legge comunitaria non ha valenza dalla sua emissione, ma deve essere prima ricevuta ed attuata da ogni stato membro.

Quindi queste norme non hanno valenza da ora, ma saranno presto legge.

Meglio quindi portarsi avanti e conoscere già da adesso cosa ci dobbiamo aspettare in futuro.

Migliore protezione quando si scaricano musica, video, app…

Nella nuova legge viene stabilito che: qualora non fosse possibile correggere un contenuto digitale o un servizio difettoso in un lasso di tempo ragionevole, il consumatore avrà diritto a una riduzione di prezzo o a un rimborso completo entro 14 giorni.

Cosa vuol dire questo nel pratico:

Se compri una canzone da un servizio online e questa non funziona come dovrebbe, il venditore ha 14 giorni per sistemare il difetto.

Scaduti questi 14 giorni l’acquirente avrà diritto a un rimborso totale o parziale.

Chi rischia davvero:

Nonostante questa legge valga per tutti i contenuti digitali, c’è stato un mondo che l’ha recepita peggio degli altri.

Le case produttrici di videogiochi, che negli ultimi anni si sono sfidate per far uscire almeno un gioco nuovo all’anno, potrebbero risentire notevolmente di questa novità:

Due sono i motivi principali:

Hanno scadenze sempre più corte per sfidare le concorrenti, e questo vuol dire meno tempo per controllare i loro programmi.

La legge parla di un “lasso di tempo ragionevole” e siccome i videogiochi sono di uso immediato, un consumatore potrebbe voler vedersi aggiustato un suo malfunzionamento nell’immediato.

Garanzia d’acquisto

Non finisce qui, perché l’Europa ha fatto un altro grande passo verso i consumatori.

Ora chi acquista non dovrà dimostrare che i danni dei prodotti fossero già presenti al momento dell’acquisto e avranno il diritto di cambio entro un anno.

Nel caso un difetto di un prodotto acquistato si manifesti entro un anno dalla data della fornitura, si presume che esistesse già nel momento dell’acquisto, senza che il consumatore lo debba dimostrare.

Questo inverte l’onere della prova da chi acquista a chi vende, garantendo molta più libertà e sicurezza ai compratori finali.

Cambiano anche le regole per le forniture continue.

L’onere della prova rimane per il venditore per tutta la durata del contratto, sollevando così l’acquirente da qualsiasi rischio.

Cambia anche il periodo di garanzia per le forniture una “tantum “, ovvero quelle che capitano una sola volta, che non può essere più breve di due anni.

Infine, per gli abbonamenti a contenuti digitali che valgono solo per un periodo di tempo, il commerciante può modificare il contenuto solo se è consentito dal contratto.

Il consumatore deve essere avvisato in modo ragionevole in anticipo ed è autorizzato a risolvere il contratto entro almeno 30 giorni dalla notifica.

Copertura articoli smart

Infine anche i beni con elementi digitali sono oggetto dei nuovi diritti dei consumatori.

Questi sono ad esempio: i frigoriferi “smart”, gli smartphone e i televisori o gli orologi connessi…

Nasce il diritto di ricevere degli aggiornamenti necessari in base al tipo e alla destinazione dei beni e agli elementi.

Cambia il mondo dei diritti dei consumatori

Insomma il vero passaggio che ha voluto fare l’Unione Europea è passare da accollare i rischi della compravendita dall’acquirente al venditore.

Questa non è una materie nuova per l’unione europea che ci lavora dal lontano 2011, però è la dimostrazione che gli e-commerce sono un mercato maturo in cui vale la pena investire.

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