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Infomarketing: perché evitarlo e cosa invece salvare

Tutti i giorni ti imbatti in video di infomarketing ovvero quei post a pagamento su Facebook con una persona che cammina in mezzo al nulla dicendo:

“Anch’io lavoravo 12 ore al giorno per un misero stipendio, poi ho scoperto il metodo XYZ e adesso ho delle rendite automatiche da [inserire cifra altissima]”

Il metodo che usano questi “guru”  è detto appunto infomarketing e consiste nel vendere prodotti informativi in rete detti “info prodotti“.

L’aria di truffa si percepisce subito, ma capiamo meglio insieme di cosa stiamo parlando.

 

Cosa troverai in questo articolo:

 

Cos’è l’infomarketing

Come abbiamo detto l’infomarketing mira a vendere prodotti informativi che possono avere diversi formati digitali: Ebook, Webinar, Coaching…

Fai caso a questo, anche sei i corsi che ti vengo propinati sono diversi, il tema centrale della video è su uno di questi 8 argomenti:

  1. Diventare ricco,
  2. Essere bello,
  3. Migliorare la salute,
  4. Diventare popolare,
  5. Sentirsi più sicuri,
  6. Raggiungere la pace interiore,
  7. Avere più tempo libero,
  8. Divertirsi.

Questi infatti sono gli 8 “bisogni primari” riconosciuti dall’uomo e solo grazie a questo il guru di turno può riuscire a sopravvivere.

Infatti il target di riferimento dell’infomarketing sono gli “opportunity seeker” ovvero quelle persone che per prime vogliono testare un’offerta o che più facilmente “gettano il cuore oltre l’ostacolo” e vogliono provare qualcosa di nuovo. Per far abboccare questi sognatori bisogna quindi parlare di opportunità in uno dei campi che abbiamo visto prima, solo così si muoveranno.

Se pensi che questo metodo sia oltre modo stupido e destinato a morire presto forse dovresti ricrederti. In America infatti questo approccio è conosciuto come: Bait-and-switch, che consiste appunto nel fare una grande promessa per un prodotto non poi così all’altezza.

La tecnica: Bait-and-Switch è una forma di frode utilizzata nelle vendite al dettaglio ma impiegata anche in altri contesti.
In primo luogo, i clienti vengono “stimolati” da servizi pubblicitari con grandi promesse, ma quando i clienti visitano il negozio, scoprono che i prodotti pubblicizzati non sono quelli immaginati. [1]

Questo tipo di tecnica ha una storia davvero lunga e diffusa nella cultura commerciale. Le prime varianti del Bait-and-Switch appaiono, ad esempio, nel primo libro cinese di storie sulla frode: Il libro delle truffe di Zhang Yingyu (1617 circa). [2]

Al tempo veniva fatto così: veniva fatta passare la voce che il commerciante aveva un prodotto molto richiesto, poi quando la gente arriva casualmente quel prodotto era finito e ne veniva offerto uno diverso o con un prezzo simile.

La formula nel tempo è rimasta quella:

Bait = Esca = Grande promessa.

Switch = Cambiamento = Prodotta non all’altezza.

 

Come funziona l’infomarketing

Hai presente lo Schema Ponzi? [3]

In breve funziona così. Prometto ad una persona un investimento redditizio in tempi brevi. Con i soldi ricevuti acquisto nuovi clienti e con i loro soldi, ripago il primo cliente. Vado avanti così fino a quando le richieste non diventano più alte di ciò che io riesco a ripagare. 

Diciamo che alla larga l’infomarketing che vedi su Facebook funziona più o meno così:

  • Crei un mini prodotto con gli insegnamenti che a tua volta hai acquisito da un altro guru americano.
  • Fai una sponsorizzata su Facebook seguendo gli stilemi del copywriting.
  • Dopo il primo webinar gratuito, vendi un corso a pagamento con gli stessi argomenti approfonditi.
  • Investi i guadagni nel budget della sponsorizzata.

Tutto questo funziona fino a quando trovi qualche allocco che continua ad acquistare, ma non è il metodo che fa funzionare un’azienda.

Ora devo farti una piccola ammissione: per fare una reale ricerca di mercato avrei dovuto passare ore e ore a guardarmi tutti i webinar gratuiti e solo poi tirare conclusioni. Però io non ho così tanto tempo da perdere e in più di qualche anno passato nel settore del marketing qualcosa l’ho imparata, quindi se sto dicendo questo è perché ho la cognizione di causa.

 

Perché in realtà l’infomarketing NON è il male assoluto

Guiderei mai un’azienda che fa SOLO infomarketing? Assolutamente No

Può l’infomarketing essere utile alla tua azienda? Assolutamente Sì

Più che un lavoro, l’infomarketing si può concepire come un modo di lavorare che porta il potenziale cliente a conoscerti per poi decidere se fare o meno acquisti da te.

Avrai sentito questa frase almeno un milione di volte: “I clienti non si aspettano più, si attraggono“. Per quanto ti possa sembrare assurdo il marketing è davvero così!

Se vuoi generare clienti che siano realmente interessati al tuo Brand devi creare dei materiali informativi che possano attirare i tuoi potenziali clienti.

Trova il modo di parlare ai tuoi clienti del loro reale problema che potrai andare a risolvere con i tuoi prodotti.

Puoi fare questo mediante un blog, i social, dei video, una newsletter, una sales letter e mille altri strumenti.

L’importante è che la tua azienda inizi a fare questo cambio di prospettiva: da passiva a proattiva. Passare da essere un’azienda che attende ad essere un’azienda che ricerca. Da essere un’impresa qualunque a diventare un Brand di riferimento.

Ciò che ho appena descritto può essere definito a tutti gli effetti: autorità, ed è possibile crearla attraverso gli stilemi del marketing a risposta diretta.

Ottieni oggi un’analisi di marketing a risposta diretta per scoprire com’è possibile implementarlo nella tua azienda e nel tuo settore.

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Fonti dell’articolo

  1. Bait-and-Switch
  2. The Book of Swindles
  3. Schema Ponzi

Riguardo a Comunicafacile Staff

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Branding , Web Design & Marketing. Comunicafacile affianca con successo gli imprenditori nella trasformazione digitale dell’ azienda. Comunicafacile parte dai reali bisogni degli imprenditori fornendo soluzioni concrete e funzionali.

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