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Il Guerrilla Marketing per ispirare il tuo brand

Un marketing che rompe gli schemi e stupisce: il Guerrilla Marketing

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La parola “guerrilla” solo a leggerla, sembra una parola molto intensa. Evoca immagini di ribellione e conflitto. Combinala alla parola “marketing”, e avrai gli ingredienti perfetti per una strategia aziendale vincente.

Ma il guerrilla marketing non è una forma di comunicazione aggressiva. Dopo tutto, sarebbe controproducente e violerebbe la metodologia dell’inbound marketing. Infatti, il guerrilla marketing non è altro che una forma peculiare di inbound marketing, in quanto incrementa il brand awareness in un vasto pubblico, senza interromperlo o disturbarlo.

Dato che è originale e fuori dal comune, è un tipo di marketing difficile da spiegare. Il guerrilla marketing viene compreso meglio osservandolo, che spiegandolo a parole.

Noi di NG srl vi illustreremo le caratteristiche principali e le origini del guerrilla marketing.

 

Cos’è il Guerrilla Marketing?

Quando sentiamo il termine “guerrilla marketing”, è difficile non pensare a qualcosa di intenso e audace. Il che ha perfettamente senso, dato che è da queste terminologie che deriva questo modo di fare marketing. In un contesto bellico, le tattiche di guerra dipendono soprattutto dall’elemento sorpresa.

Ma come si può tradurre questo effetto nelle attività che svolgiamo ogni giorno? Nel marketing, anche le sue strategie prevedono l’elemento sorpresa. Sono impostate per creare delle campagne originali e stupefacenti che sorprendano le persone durante il loro tram tram quotidiano.

Il termine stesso, “guerrilla marketing” è stato creato nei primi del 1980 dallo scrittore Jay Conrad Levinson, che scriveva diversi libri riguardo tecniche di “guerrilla” applicate in diversi ambiti professionali.

Di sicuro, a quei tempi, il marketing generale era molto diverso, e mentre il guerrilla marketing al giorno d’oggi è ancora usato, il costante progresso tecnologico sta gradualmente cambiando il suo aspetto.

 

Economico

Ciò che apprezzano di più i marketer riguardo il guerrilla marketing è la sua natura low-cost. Il vero investimento in questo tipo di marketing è prettamente creativo e intellettuale. La sua implementazione, comunque, non deve essere costosa. Michael Brenner la riassume molto bene nel suo articolo sul “contenuto guerrilla” dove incornicia questo stile di marketing nello stesso contesto come riproposta del contenuto preesistente, come prendere dei segmenti di un report, ed espanderli in un articolo del blog. Di per sé, è un investimento di soldi, invece che di tempo.

Tipi di Guerrilla Marketing

Anche se può sembrare un marketing di nicchia, vi sono alcune sub-categorie di guerrila marketing:

  • Guerrilla Marketing esterno. Questo tipo di marketing dà un valore aggiunto agli ambienti urbani preesistenti, come mettere qualcosa di rimovibile sopra una statua, o mettere una creazione artistica temporanea nei marciapiedi e nelle strade.

 

  • Guerrilla Marketing interno. Simile al guerrilla marketing esterno, questo tipo di marketing è ambientato in location interne come stazioni dei treni, negozi e campus universitari.

 

  • Guerrila Marketing negli eventi. Questo tipo di marketing approfitta di un evento per attirare l’attenzione di un vasto pubblico – come un concerto o una partita sportiva – per promuovere un prodotto o un servizio in modo plateale, speso senza il permesso degli sponsor dell’evento.

 

  • Guerilla Marketing sperimentale. Questo tipo di marketing include tutti i tipi di guerilla marketing citati sopra, ma prevede che il pubblico interagisca con il brand.

 

Esempi di Guerrilla Marketing:

 

Frontline

 

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Vista dall’alto questa immagine sembra un cane che si sta grattando irritato da uno sciame di mosche. Invece quei puntini neri non sono mosche, ma persone. Questa è stata l’originale idea di guerrilla marketing proposta da Frontline, famosa azienda di prodotti per la prevenzione di pulci e zecche, che ha ricoperto un intero pavimento di un luogo pubblico con questa immagine gigante con la scritta “Eliminale dal tuo cane”. Geniale! Il brand sapeva che quel posto era attraversato da molte persone ogni giorno, e che molti avrebbero visto quello spazio guardandolo dai piani superiori, creando l’illusione di un cane assalito dalle mosche. È difficile non cogliere questo effetto – e non guardare due volte.

Questa campagna è completamente diversa dalle altre campagne di marketing, perché in questo caso non basta ideare un singolo messaggio e posizionarlo da qualche parte, dove molto probabilmente verrà ignorato. Crea una specie di accidentale interazione umana che ricorda ai passanti l’obiettivo principale del prodotto dell’azienda.

 

Gold Toe

 

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Sei un’azienda di intimo che cerca un modo originale e sorprendente per pubblicizzare il proprio prodotto?

Perché non far indossare un paio di mutande giganti alla statua di un toro gigante?

E’ quello che ha fatto l’azienda americana di intimo GoldToe che per promuovere il lancio di un nuovo modello di mutande, ha pensato bene di farle indossare a una delle statue più famose di New York. Non solo questa azienda ha ottenuto molta visibilità, ma per realizzare le mutande ha usato gli avanzi dei tessuti prodotti dslla loro fabbrica, rendendo questa campagna di marketing non solo divertente ma anche budget-friendly.

 

Burger King

 

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Nel profilo Instagram di Burger King è successo una cosa strana. Un ragazzo ha commentato di esser stato lì con la sua ragazza. Ma la sua ragazza ha poco dopo risposto che non era vero. Quindi di chi stava parlando?

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Poco dopo il ragazzo in questione confessò di esserci andato con un’altra ragazza, e nel giro di poco tempo questi commenti provocarono scalopre e iniziarono ad attirare l’attenzione dei media. Molti pensano che questa sia stata una trovata pubblicitaria di Burger King. E se lo è stata, tanto di cappello. Il suo storico rivale, il Mc Donald’s ha circa 2.1 milioni di seguaci su Instagram, e anche se non sappiamo il numero preciso di seguaci che Burger King aveva prima di questi commenti, sicuramente ha riscosso moltissima attenzione su Instagram.

Questo dimostra che il guerrilla marketing può essere anche digitale. Pensa a dove è concentrato il tuo pubblico online – e poi offrili uno show.

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