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Amazon in rottura con i grandi Brand? Una guerra di posizionamento

“Nike rompe con Bezos, stop vendita prodotti su Amazon” questo è l’articolo di Ansa che ha un po’ scombussolato l’opinione, ma vediamo meglio cosa c’è dietro e perché questo potrebbe interessare alla tua azienda.

Iniziamo con il dire che al momento Amazon non sto vivendo assolutamente un momento di difficoltà, e questo di Nike non è stato un campanello d’allarme.

Però questa storia si collega ad un’altra, un po’ più vecchia, che è passata quasi inosservata quest’estate.

Stiamo parlando di una piccolissima azienda tedesca che ha mosso causa, vincendo, contro il colosso Amazon e mettendo in guardi molti grandi Brand.

 

Davide contro Golia diventa: “Ortlieb contro Amazon”

Se non sai cosa sia Ortlieb non ti preoccupare, praticamente nessuno lo sapeva prima di quest’estate.

Ortlieb vende coloratissime borse per le biciclette e ha vissuto il suo apice di notorietà appunto queste estate vincendo una causa contro Amazon.

E lo spettacolo è solo all’inizio perché questa sentenza della cassazione tedesca potrebbe fare da caso esempio per cause future.

Sicuramente Amazon impugnerà la sentenza davanti alla corte europea, ma nel frattempo vediamo cos’è successo.

L’imprenditore di Ortlieb ha trascinato Amazon in tribunale perché se qualcuno cerca le sue borse su Google, ad esempio immettendo nel motore di ricerca “borsa per la bici Ortlieb” o “Ortlieb outlet”, accanto ai fornitori e i negozi che le vendono, appare tra gli altri il sito di Amazon, che commercializza anche prodotti delle aziende concorrenti.

Per Hartmut Ortlieb è inaccettabile. E i giudici dell’Alta corte gli hanno dato ragione.

Secondo l’avvocato Florian Fuchs, interpellato dall’Handelsblatt, qualunque negozio online che venda più di una marca dovrà tenere conto di questo verdetto: “Se pubblicizzano i loro prodotti utilizzando Google dovranno fare in modo che alla ricerca specifica corrisponda un’offerta specifica”, che escluda i concorrenti.

Per semplificarti la questione, secondo Ortlieb, se io cerco il nome di un’azienda su Google è come entrassi nel suo negozio fisico e non è giusto che altre aziende acquistassero visibilità grazie ad Amazon che paragonava prodotti simili a quelli più noti.

Leggendo il caso di Nike il tutto ti sarà ancora più chiaro.

 

Amazon vs Nike, una guerra di posizionamento

Per spiegare in modo facile il caso Ortibleb ad un mio amico gli dissi:

“Immagina di Cercare Nike su Amazon e che dopo il primo risultato, che sono le scarpe Nike, dal secondo in poi siano solo scarpe non di marca.

Questo porta traffico su prodotti che non hanno fatto nulla per curare il loro Brand, e a Nike non va molto giù di investire per accrescere la notorietà della sua marca se poi basta una ricerca per “perdere” tutto questo vantaggio.

Nel 2017 Nike aveva iniziato a vendere una serie limitata di prodotti su Amazon in cambio di politiche più stringenti contro i falsi e restrizioni sulle vendite non autorizzate, ma ora smetterà del tutto.

Se fosse necessario, questo va a ribadire la forza del posizionamento.

Inutile che il tuo prodotto sia simili a mille altri, deve essere ricordato per una caratteristica, e anche il mondo online si sta muovendo per proteggere sempre di più questa caratteristica. Essere l’alternativa economica non è mai un piano marketing.

 

Cosa succede nell’offline

In realtà, questa regola nell’offline non esiste, anzi viene usata come vantaggio.

Un supermercato potrebbe creare un tipico cartellone pubblicitario con un’offerta dei biscotti di marca: “Questo mese i biscotti xxx sono al prezzo yyy“.

Una volta arrivato in negozio, la madre o il papà di turno che sta andando a fare la spesa, potrebbe trovare nello stesso scaffale dei biscotti di marca messi in offerta, anche i biscotti prodotti dallo stesso supermercato ad un prezzo ancora più basso.

Il cliente, il cui interesse principale in un supermercato è uscire il prima possibile, con più roba possibile, spendendo meno possibile, probabilmente acquisterà i biscotti sotto-marca del supermercato.

Questo è l’esempio di come, in realtà, nell’offline si possa usare la marca di qualcun altro per farsi pubblicità.

Ma questo perché il posizionamento del supermercato (veloce, economico) è più influente sulla testa del consumatore.

 

 

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