11 dicembre 2018
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Glossario SEO per comprendere gli acronimi e i termini tecnici

Glossario SEO per comprendere meglio gli acronimi e i termini tecnici, ed essere primi su Google

Il mondo della SEO è tutto fuorché facile, a partire dal suo linguaggio particolare. Infatti molte persone quando sentono parlare di SEO spesso non sanno nemmeno cosa significa o in che cosa consiste.

La SEO è un acronimo che sta per  Search Engine Optimization ed è un’insieme di tecniche che vengono utilizzate per migliorare o mantenere il posizionamento di pagine web sui motori di ricerca.

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Vediamo assieme i termini tecnici più complessi e gli acronimi più famosi per capire al meglio questo settore in continua evoluzione:

AdWords: Google AdWords è un servizio online di advertising che permette di inserire spazi pubblicitari all’interno delle pagine di ricerca di Google. Questi annunci sono visualizzati, fino a quattro, sopra i risultati di ricerca non a pagamento, o sotto i risultati di ricerca e vengono selezionati da un algoritmo che, tra le tante variabili, tiene conto delle parole chiave ricercate dall’utente. Così facendo verranno mostrati annunci pertinenti agli scopi dell’utente, migliorando così anche l’investimento da parte delle aziende che pubblicano tramite questo servizio. AdWords è la principale fonte di remunerazione per il gruppo Google che nel 2013 ha permesso di guadagnare più di 50 miliardi di dollari.

Alt Text:  L’alt text è un attributo del tag img. I motori di ricerca danno una certa importanza alla presenza dell’alt text nelle immagini di una pagina web, poiché questo attributo accresce l’accessibilità della pagina. Esso è infatti letto dagli screen reader usati dagli utenti con problemi di vista.

Bounce rate: Bounce Rate (in italiano frequenza di rimbalzo) è un termine utilizzato nell’analisi di traffico sui siti web. Un bounce (in inglese rimbalzo) avviene quando l’utente abbandona il sito dopo aver preso visione di una sola pagina web entro pochi secondi. Molti sistemi di statistiche fissano il bounce rate a 30 secondi: un utente si definisce disinteressato ai contenuti di una pagina se l’abbandona entro 30 secondi. Seppure il limite di 30 secondi sia un valore di riferimento, in alcuni applicativi software commerciali esso si sta decisamente abbassando, anche a 5 secondi. Un basso tasso di abbandono è indice di una buona organizzazione dei contenuti e di una grafica web accattivante, che invita l’utente a continuare nella navigazione del sito.

Landing Page: Una landing page, nel web marketing, è una pagina web specificamente strutturata che il visitatore raggiunge dopo aver cliccato un link o una pubblicità. Questa pagina è appositamente sviluppata per trattare specifici argomenti: mostra contenuti che sono un’estensione del link o della pubblicità ed è ottimizzata per una specifica parola chiave, o frase, per “attrarre” i motori di ricerca. È l’elemento cardine di qualsiasi attività di web marketing perché permette di trasformare gli utenti in clienti.

Keyword: il termine keywords (parole chiave) è un insieme di parole che gli utenti utilizzano nei motori di ricerca per trovare e consultare i siti di loro interesse. Quando si parla di ottimizzare una pagina web per una determinata keyword significa che l’obiettivo finale diventa scalare i risultati dei motori di ricerca per quella keyword.

Meta tag: I “meta tag” ovvero i metadati da implementare all’interno nel codice HTML che vengono interpretati dai browser e dai motori di ricerca e servono per dare informazioni aggiuntive e specifiche. I meta tag rappresentano un ottimo strumento nelle mani di webmaster e SEO: se usati nella maniera corretta possono dare una notevole spinta all’indicizzazione e al posizionamento del sito internet. All’interno del meta tag va inserita una descrizione esaustiva ed efficace del contenuto della pagina, possibilmente stando entro il limite di 157 caratteri. Insieme al title, la meta description viene visualizzata nei risultati dei motori di ricerca, per cui è importante che essa incuriosisca e stimoli al click.

ROI (Return On Investment): Il return on investment (o ROI, tradotto come indice di redditività del capitale investito o ritorno sugli investimenti) è un indice di bilancio che indica la redditività e l’efficienza economica della gestione caratteristica a prescindere dalle fonti utilizzate: esprime, cioè, quanto rende il capitale investito in quell’azienda. Il ROI è uno degli indici di valutazione maggiormente usato nella pratica contabile delle aziende. Esso misura la redditività del capitale complessivamente investito nell’impresa, tenendo in considerazione sia il capitale portato a titolo di rischio sia quello sottoforma di debito in prestito. Le componenti, a cui si riferisce il Roi, appartengono alla gestione operativa o tipica. In particolare, l’indice è uguale al rapporto il reddito operativo e il capitale investito in azienda.

SERP: è un acronimo che sta per “Search Engine Results Page”, ovvero “Pagina dei risultati del motore di ricerca”. Banalmente per fare un esempio, se andate su Google o un altro motore di ricerca, quando cercate delle cose inserendo delle parole chiave, i risultati li trovate generalmente elencati a pagine di 10 risultati. Queste pagine prendono il nome di SERP. Nel campo dell’ottimizzazione sui motori di ricerca si parla molto di SERP. Il motivo è dovuto al fatto che la posizione del sito, che si sta ottimizzando, nella SERP è fondamentale per il successo del sito stesso. Il 95 percento degli utenti nella consultazione delle SERP si ferma entro le prime tre pagine.

SEM: è l’acrononimo di “Search Engine Marketing” e si riferisce all’attività di promozione di un sito sui motori di ricerca. L’obiettivo del SEM è quello di aumentare il numero di visitatori, la visibilità di un sito (principalmente scalando l’indice dei motori di ricerca) e la qualità degli utenti al fine di aumentare il numero di potenziali clienti e quindi il ROI. Il Search Engine Marketing (SEM) indica l’insieme delle attività di web marketing svolte per incrementare la visibilità e la rintracciabilità di un sito web attraverso i motori di ricerca.

ZMOT: nel 2011 Jim Lecinski di Google ha introdotto un nuovo concetto, quello dello “Zero Moment of Truth”, il momento in cui il consumatore, una volta ricevuto lo “stimolo” va in internet per cercare informazioni e decide se acquistare o meno un prodotto. Il Momento Zero della Verità, o Zero Moment of Truth – ZMOT (pronunciato “zee-mot”) è un nuovo momento del processo decisionale e d’acquisto che consiste nella ricerca di informazioni in rete prima di recarsi in negozio.

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