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Fuga da Facebook: le grandi aziende minacciano di non fare più pubblicità

Guai grossi per Facebook che si potrebbe vedere perdere la maggior parte degli introiti pubblicitari.

Il 17 giugno, sei gruppi per i diritti civili hanno lanciato la campagna “Stop Hate for Profit” e hanno invitato le grandi aziende a interrompere la pubblicità con Facebook in risposta alla sua cattiva gestione del razzismo, dell’odio e della violenza.

Mandiamo a Facebook un messaggio potente: i tuoi profitti non varranno mai la pena di promuovere l’odio, il bigottismo, il razzismo, l’antisemitismo e la violenza“, hanno detto gli organizzatori della campagna.

Da allora, diversi inserzionisti hanno abbandonato gli annunci di Facebook

Da quando è iniziata la campagna, oltre 90 diverse aziende hanno espresso il loro sostegno e si sono ritirati dalla piattaforma pubblicitaria di Facebook per diversi periodi.

La maggior parte di essi sono piccole aziende che non intaccano drasticamente il business dei social network, ma una dozzina di loro sono grandi marchi molto popolari e stanno creando gravi problemi per l’azienda guidata da Mark Zuckerberg.

 

“Per troppo tempo, Facebook non è riuscito ad adottare misure sufficienti per fermare la diffusione di bugie odiose e propaganda pericolosa sulla sua piattaforma”

“Dalle elezioni sicure a una pandemia globale alla giustizia razziale, la posta in gioco è troppo alta per sedersi e lasciare che la compagnia continui a essere complici nel diffondere disinformazione e fomentare la paura e l’odio”.

 

Cosa dovrebbe imparare da questa lezione la tua piccola azienda? Clicca qui per scoprirlo.

 

I numeri della perdita di Facebook:

Per Facebook l’entrata pubblicitaria rappresenta la quasi totalità degli introiti complessivi, infatti solo l’anno scorso Facebook ha guadagnato quasi 70 miliardi dal circuito pubblicitario:

 

 

Ma vediamo quanto investono in pubblicità sui social le big company che hanno deciso di sposare questa campagna di boicottaggio:

 

Unilever: 42,4 milioni

Uno dei più grandi inserzionisti al mondo, ha dichiarato che smetterà di pubblicare annunci su Facebook, Instagram e Twitter almeno fino a fine 2020.

 

Honda America: 6 milioni

La casa automobilistica, che comprende i marchi Honda e Acura, ha dichiarato di voler sospendere le inserzioni su Facebook e Instagram a luglio.

 

Coca Cola: 22,1 milioni
Il gigante delle bevande, uno degli inserzionisti più importanti al mondo, ha annunciato che fermerà gli annunci a pagamento su tutte le piattaforme di social media a livello globale per almeno 30 giorni.

 

Levi Strauss & Company: 2,8 milioni 

La stessa Sey ha scritto che Levi Strauss sospenderà la pubblicità almeno fino alla fine di luglio, aggiungendo che una eventuale ripresa dipenderà dalla risposta di Facebook.

 

Verizon: 22,9 milioni 

John Nitti, Chief Media Officer della società di telecomunicazioni, ha dichiarato in una nota che l’azienda sta mettendo in pausa la pubblicità fino a quando Facebook non sarà in grado di creare una soluzione accettabile che ci metta a nostro agio.

Verizon sta bloccando sia gli annunci a pagamento che i post non pagati.

 

Eddie Bauer: 1,4 milioni 

Il rivenditore di abbigliamento ha fatto sapere di aver sospeso le sue inserzioni a pagamento su Facebook e Instagram fino a luglio.

 

Patagonia: 6,2 milioni 

La società di prodotti per l’outdoor è stata fra le prime ad aderire, e ha fatto sapere che rimuoverà immediatamente le pubblicità a livello globale da Facebook e Instagram almeno fino alla fine di luglio, «in attesa di azioni significative da parte del gigante dei social media».

Il rivenditore continuerà a pubblicare contenuti non pagati su Facebook.

 

The North Face: 3,3 milioni 

“We’re in. We’re out”, hanno twittato quelli di The North Face il 19 giugno, annunciando la sospensione degli annunci annunci su Facebook fino a luglio. 

 

Best Buy: 29 milioni 

Da ieri ha smesso di fare pubblicità sui Facebook e Instagram.

 

HP 24,7 milioni 

Ha smesso di pare pubblicità e contenuti organici.

 

Starbucks 94,9 milioni 

 

Chiaramente queste non sono tutte le aziende che hanno rimosso la pubblicità da Facebook, ma solo una parte.

 

Cosa importa alla tua piccola azienda di provincia?

Tralasciamo il discorso etico e morale di questo gesto, quello a cui stiamo assistendo in questi giorni potrebbe davvero star cambiando le sorti delle storia dell’umanità, ma non trattiamo di questo nel nostro blog.

Invece, dalle poche righe che hai letto sopra, dovresti imparare una lezione importante di cui abbiamo parlato anche in un vecchio articolo: Quando non fare pubblicità su Facebook e Google

Se è vero che questi strumenti sono grandiosi, è anche vero che devi tenere a mente una regola: mai delegare più del 30% dell’acquisizione clienti della tua azienda in un unico strumento.

Se domani Facebook e Google vanno giù, tu cosa fai?

Devi sempre avere più campagne attive su più strumenti, non puoi mettere tutte le tue uova in un unico paniere.

Ciò nonostante, molte web agency ti dicono: “fai le sponsorizzate su Facebook, funzionano!” perché? La verità, è che sanno fare solo quello.

Se segui il nostro blog sai che più che puntare sull’acquisizione cliente, dovresti puntare sull’aumento della spesa nel tuo negozio perché è più vantaggioso a livello economico (ne parlo meglio qui).

 

La soluzione?

Non facciamo marketing a risposta diretta e non di “social media marketing”. 

Non ci occupiamo solo di campagne online ma soprattutto campagne di Referral, Riattivazione Clienti, Joint Venture, Farming, PR a pagamento, Upsell.

Se sei pronto a espandere gli orizzonti della tua azienda, allora clicca sul pulsante qui sotto:

 

 

Riguardo a Comunicafacile Staff

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