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Fai anche tu questi errori sottovalutando gli scarsi risultati quando vuoi comunicare la tua azienda

Fai anche tu questi errori di comunicazione sottovalutando gli scarsi risultati quando vuoi pubblicizzare la tua azienda

Nasce il percorso di laurea in Influencer

L’Università e-Campus di Roma ha presentato il primo corso di laurea triennale per diventare un influencer. Questo è un campanello dall’allarme che dovrebbe far mettere in guardia tutti i piccoli imprenditori, ecco perché:

Una volta, nel cortile delle scuole elementari, si sognava di diventare o calciatori o ballerine. Magari quelli un po’ più secchioni sognavano di fare l’astronauta, e c’era anche chi già da bambino sognava di diventare imprenditore attraverso lo scambio di figurine, ma tutto sommato i lavori erano più o meno quelli.

Oggi non è più così, oggi c’è un solo lavoro che tutti amano, sognano, desiderano, oggi tutti vogliono fare l’influencer!

È il lavoro dei sogni di tutti i giovani spinti dalla falsa idea di fare poco e guadagnare molto.

Questo dovrebbe far preoccupare tutti i piccoli imprenditori!

Dovresti essere preoccupato che sta nascendo un esercito di adolescenti bravi con i social?

Certo che no. Gli strumenti di vendita sono cambiati spesso nel tempo, ma chi è bravo nel suo lavoro ha sempre trovato il modo di vendere.

Ciò che dovrebbe farti preoccupare è diventare uno di loro…

Infatti, vediamo sempre più spesso piccoli imprenditori, in prima persona, che stanno seguendo la moda degli influencer, spesso senza neanche accorgersene.

Sempre più spesso viene confuso il marketing con la comunicazione, la strategia con la tattica.

Si sta creando un esercito di imprenditori zombie colpiti dalla stessa maledetta malattia, la temibile:

L’importante è che se ne parli. 

Un’orda ti malati terminali che, inseguendo la fama social, stanno mettendo a rischio la loro azienda.

Questa malattia “social” porta alla morte molte piccole aziende perché brucia la loro cassa aziendale in inutili azioni di comunicazione.

Sì, purtroppo si inizia così, con una cosa da poco, si mettono sul piatto i soldi rimasti in cassa a fine mese e si danno ad una web agency.

Non sembra un’azione da tanto, magari fai qualche taglio qua e là nelle tue spese e sembra che economicamente sia tutto sistemato, che non sia successo niente.

 

Ma la realtà è che non capire la differenza tra strategia e tattica ti farà bruciare soldi sempre.

Immagina la tua azienda come fosse un sacco di sabbia bucato e tu la dovessi portare in giro.

Cammini cammini e continui a perdere un po’ di sabbia. Non sembra un danno da molto, ma se continui a ignorare il danno e andare avanti, prima o poi il sacco si svuoterà.

Bruciare la cassa in inutili azioni di comunicazione può sembrare un danno da poco, ma prima o poi la cassa si svuoterà del tutto e tu non avrai più nulla da trasportare in giro.

La malattia dell’imprenditore influencer purtroppo è terminale!

 

Sintomi della malattia “imprenditore-influencer”

 

La malattia di voler diventare a tutti i costi influencer sta velocemente diffondendo nel mondo dei piccoli imprenditori. Sono sempre di più gli elementi che compongono quest’orda zombie.

Ma fortunatamente questa malattia terminale è facilmente riconoscibile. Conoscere i sintomi di questa malattia ti permetterà di prevenirla e curarla.

 

  • Primo sintomo: “Fammi una sponsorizzata su Facebook”

Il primo sintomo della malattia che sta colpendo gli imprenditori è “la sponsorizzata su Facebook”, ecco come riconoscerlo per vedere se anche tu nei sei affetto:

Il piccolo imprenditore va dalla web agency più vicina a casa sua e dice una terribile,fastidiosa e più che mai pericolsa frase simile a questa:

Fammi la pubblicità su Facebook così la gente mi vede e viene a comprare nel mio negozio.

La pubblicità su Facebook non è inutile, anzi può essere molto redditizia, però bisogna saperla fare!

Buttare due spicci su Facebook non ti porterà nessun risultato concreto. Anche bruciare l’intera cassa che ti avanza su una sponsorizzata Facebook non ti porterà nessun risultato!

Se facesse diventare ricchi subito, saremmo tutti a fare sponsorizzate, vivremmo alle Canarie e nessuno parlerebbe di Marketing. Purtroppo però le sponsorizzate fatte male riempiono solo le casse della web agency a cui ti affidi e le casse di Facebook.

Prima di avviare una qualsiasi campagna online devi:

  • Aver studiato il target a cui la tua azienda si rivolge,
  • Conoscere il posizionamento che la tua impresa occupa nel mercato,
  • Pensato ad un’idea differenziante, un motivo per cui le persone dovrebbero acquistare proprio il tuo prodotto,
  • Chiarito il funnel di vendita,
  • Pensato ad un’offerta di Front-End,
  • Preparato degli annunci di retargeting.

 

Immaginiamoci per un attimo il punto di vista dell’agenzia di comunicazione, può decidere se:

  • prendere subito i tuoi soldi e farti felice

Tu hai la tua bella sponsorizzata, ricevi anche qualche centinaio di “mi piace” e sicuramente speri (inutilmente) che qualche cliente arriverà.

Ti senti proprio con la coscienza pulita, nessuno potrà dire che non stai facendo marketing perché tu hai il tuo bel annuncio su Facebook.

Ma questa è una “”felicità”” effimera, inutile, valida solo per soddisfare il tuo ego.

Le campagne si misurano sul ritorno dell’investimento e non sul numero di mi piace!

  • oppure la web agency può decidere di rifiutare i tuoi soldi

Potrebbe mettersi lì, studiare con te il costo di acquisizione dei clienti, calcolare il lifetime value, capire come attrarre il target, fare tutte quelle azioni che sono nel TUO interesse per non bruciare i soldi.

 

Inutile dire come la web agency sceglierà sempre la prima strada, sceglierà sempre di prendervi i soldi subito.

Questo non succede solo per i social, ma anche per gli annunci sui giornali, sulle riviste, sulle locandine…quando non ti viene dimostrato il ritorno sull’investimento è perché si stanno intascando i soldi.

Fare l’imprenditore non è come fare l’influecer, non basta avere tanti like sui social, NON PORTARE I TUOI SOLDI AD UN’AGENZIA SENZA PRIMA PARLARE DI STRATEGIA.

Hai sempre dovuto accettare questo fenomeno perché tutte le agenzie di comunicazione si muovono così! Pensano che il loro lavoro sia solo mettere la campagna su Facebook, non si preoccupano di vendere, in tasca a loro non cambia.

Però adesso sei avvertito e non puoi tornare indietro, adesso lo sai e non sei più giustificato se sbagli di nuovo, non sponsorizzare nulla senza prima parlare di strategia!

 

  • Secondo sintomo: “Fammi qualcosa di creativo, voglio essere virale”

Il secondo sintomo della malattia che sta colpendo gli imprenditori è la creatività inutile:

Questo ricade su ogni materiale di marketing, dai sociale alle locandine ai cartelloni per strada.

L’imprenditore medio insegue gli influencer e vuole essere creativo, virale e divertente!

Se non fosse chiaro:

L’obiettivo dell’imprenditore è quello di vendere.

Per questo devi capire per prima cosa qual è il tuo posizionamento, perché la pubblicità non è creatività, ma è posizionamento.

La parte che gli imprenditori credono sia “creatività” in realtà si chiama “testing“.

Fai un annuncio, ne fai un altro, quello che vende di più lo mantieni, l’altro lo elimini. Nulla di creativo, solo numeri e risultati!

Purtroppo, non potendo creare te una campagna da zero, devi accontentarti del creativo di turno che mira più a mettersi in mostra che vendere i tuoi prodotti.

Se il grafico farà un lavoro elaborato, non è detto che venda i tuoi prodotti, ma sicuramente si metterà in mostra per altri imprenditori-influencer, e questo gli farà ottenere nuovi lavori.

Inoltre è giusto aggiungere un importante chiarimento:

L’obiettivo dell’imprenditore è quello di vendere i propri prodotti.

Un annuncio fatto male ti farà bruciare i soldi che con fatica avevi messo da parte, non ti farà vendere nulla e in più arricchirà la tua concorrenza!

Questo perché siamo propensi a comprare dal leader di categoria, da chi già conosciamo.

7:30 di mattina, sei in macchina e stai andando a lavorare, per strada vedi un cartellone stradale con l’annuncio di un dentifricio nuovo, ti ricordi che a casa l’hai finito e decidi che dopo lavoro ti fermerai al supermercato per comprarlo.

18:30, stai tornando da lavoro, ti fermi al supermercato, e sicuramente vai diretto a prendere lo stesso dentifricio che hai preso negli ultimi 10 anni.

Se non sei posizionato nella mente dei consumatori, le tue pubblicità non faranno altro che portare ancora più soldi a chi è già posizionato!

 

  • Terzo sintomo: “Eh ma il web…”

Il terzo sintomo della malattia che sta colpendo gli imprenditori è la completa cecità:

Tutti voglio trasversi nel web, ma prima di farlo devi implementare 2 cose.

 

a.Un’alternativa al web!

Il 73,2% degli italiani non si fida dei chatbot.

Prima di pensare al tuo funnel online, alla tua pagina Facebook, al tuo sito figo, rileggi questo dato.

Il 73,2% degli italiani non si fida dei chatbot.

Se vuoi trasferirti sullo sull’online, ricordati che potresti perdere tre quarti dei clienti.

Gli italiani ancora non si fidano totalmente del web, vogliono la chiamata, l’appuntamento, la stretta di mano!

Il web sicuramente è un ottimo strumento, ma deve far arrivare la persona a mettersi in contatto con l’imprenditore, o quanto meno deve dare quegli elementi di prova fondamentali.

Non pensare di star rivolgendoti ad un pubblico completamente informato e preparato, ti stai rivolgendo ad un pubblico ancora diffidente dal web…

 

b.Carta canta.

Non ti riversare su internet se non hai risorse cartacee pronte.

Su internet sei uno qualunque, i potenziali clienti ti danno poca attenzione e difficilmente emergerai dalla massa.

È uno spreco puntare sull’online se non accompagni la tua campagna con strumenti reali cartacei.

Siamo nell’antica Roma quando davanti ad un contratto di grosso valore l’acquirente dice: “Verba volant, scripta manent

Che più o meno significa: “le parole volano, gli scritti rimangono” o per farla semplice: scriviamo su carta perché ho paura tu mi voglia fregare.

Siamo nel rinascimento italiano quando davanti ad un contratto di grosso valore l’acquirente dice: “Carta canta e villan dorme

Che più o meno significa: “ciò che è scritto sulla carta non può essere contraddetto, e quindi il contadino, una volta che ha messo per iscritto può dormire tranquillo” o per farla semplice: scriviamo su carta perché ho paura tu mi voglia fregare.

Siamo nel 2019 quando davanti ad un contratto di grosso valore l’acquirente dice: “Sì, ma mettiamo le cose nero su bianco”

Che più o meno significa: “stipuliamo un contratto scritto con quello che ci siamo detti verbalmente” o per farla semplice: scriviamo su carta perché ho paura tu mi voglia fregare.

Amiamo che le cose siano scritte su qualcosa di tangibile, ci dà sicurezza, da sempre e sarà così per sempre.

È proprio un aspetto psicologico, della nostra indole umana, perché ciò che è stato scritto non può cambiare, e per questo che non ne potremmo mai farne a meno.

Per quanto la gente vada a letto con lo smartphone, passa gli appuntamenti scrivendo messaggi e praticamente non possa più immaginare la sua vita senza questo strumento digitale, la carta rimane.

La carta ha un valore maggiore dell’online, ma ci vuole più lavoro a scrivere una sales letter o una newsletter cartacea rispetto ad una mail o una landing page, per questo le web agency non te ne parlano mai, preferiscono sponsorizzare strumenti che producano un ritorno economico immediato per loro.

 

Come comunicare la propria azienda

Un imprenditore è esperto del suo settore e del suo prodotto, difficilmente lo può essere anche dei mezzi di comunicazione.

Non è colpa tua se hai commesso uno di questi errori, perché le tecnologie di comunicazione continuano a cambiare e per stare al passo bisogna studiare e lavorare.

Ma questo non vuol dire che puoi tollerare campagne con pochi o nulli risultati!

Devi cambiare questa situazione. Se il tuo è un semplice lascio fare alla web agency, ci penserà lei a fare il marketing, stai sicuro che sei sulla giusta strada per bruciare soldi.

Iniziammo ad occuparci di web marketing una decina di anni fa, al tempo le cose funzionavano diversamente ed effettivamente una sponsorizzata su Facebook non richiedeva molto lavoro per produrre risultati, perchè nessuno le faceva.

Ma in pochi anni tutto è cambiato. Hanno iniziato a diffondersi come funghi migliaia di agenzie “fuffa” di web marketing su tutto il web.

Chiunque si spaccia come esperto del settore di marketing. A risentirne sopratutto è la qualità dei servizi basati su promesse fasulle create solo per far bruciare soldi agli imprenditori inconsapevoli.

Le agenzie di web marketing sono diventate una delle categorie più odiate d’Italia.

Una cosa che si allontanava sempre di più dall’idea di marketing che avevamo in testa, abbiamo deciso di cambiare, di basare l’azienda su un metodo che potesse garantire risultati concreti e nettamente superiori.

Ci siamo formati con Frank Merenda per più di due anni sul marketing, ciò che c’ha spinto verso questo passo è l’approccio completamente diverso al marketing.

Non vogliamo più parlare di solo strategie, di quale mezzo funzioni di più o di meno.

Vogliamo accompagnare l’imprenditore nello sviluppo della propria strategia marketing, nel guardare i numeri.

Non un miglioramento di altri servizi, ma un approccio completamente diverso al marketing! Perché la comunicazione nasce dal marketing, non dalla creatività.

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Branding , Web Design & Marketing. Comunicafacile affianca con successo gli imprenditori nella trasformazione digitale dell’ azienda. Comunicafacile parte dai reali bisogni degli imprenditori fornendo soluzioni concrete e funzionali.

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