Anche Apple teme di essere spiata attraverso l’hardware dei propri server: questo è quanto riportano Amir Efrati e Steve Nellis su The Information, che parla di una possibile decisione dei vertici dell’azienda di cominciare a prodursi server in casa con hardware custom, proprio come fanno da sempre Facebook e Google.

Apple, secondo altre voci, avrebbe ben sei progetti in piedi per la costruzione della propria infrastruttura cloud. Uno di questi, nome in codice Project McQueen, si pensa che sia proprio dedicato al cloud storage. 

Tuttavia la recente decisione di migrare dall’infrastruttura Amazon a quella di Google potrebbe far pensare, alla luce di queste rivelazioni, uno scopo legato non soltanto alle prestazioni, ma anche all’incapacità di auto-prodursi l’infrastruttura cloud in tempi brevi.

Il recente caso che ha visto contrapposte Apple e FBI sull’accesso ai dati contenuti nell’iPhone di uno dei responsabili della strage di San Bernardino, ha probabilmente fatto alzare di molto la soglia di attenzione ai problemi di sicurezza dell’azienda capitanata da Tim Cook.

Del resto, non è un segreto che la National Security Agency abbia in catalogo una serie di tool per spiare altri soggetti anche tramite l’hardware dei propri computer, dai cavi USB e schede di rete con firmware modificato.

La decisione di  Apple di procedere da sola potrebbe essere anche una conseguenza di ciò. 

Certo non è facile capire quanto tempo ci vorrà prima che Apple si costruisca in casa hardware e software affidabile e prestante quanto quello della concorrenza, ma ha tutte le potenzialità per farlo. 

dday.it

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