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4 CLAMOROSI ERRORI DI MARKETING

4 CLAMOROSI ERRORI DI MARKETING

4 CLAMOROSI ERRORI DI MARKETING

Chiunque può commettere degli errori, anche (e soprattutto) i marketer. Di solito, impariamo dai nostri errori e continuiamo le nostre vite, forse con un po’ di imbarazzo in più.

Ma cosa accade a quelle aziende che fanno degli errori su larga scala che magari causano milioni di danni? Facile, rientrano tra i 4 errori più clamorsi di marketing!

NG ha selezionato i 4 errori più clamorosi di marketing commessi da brand e aziende molto famose – sbagli che però fanno anche le aziende più piccole. Leggere questi errori ti sarà utile per evitarli o di non ripeterli.

  1. Guerrilla Marketing pericoloso

Nel 2007, Cartoon Network ha lanciato una campagna di guerrilla marketing che consisteva nel posizionare varie insegne luminose in molte città per promuovere uno dei suoi cartoni.

Un cittadino di Boston, comunque, ha pensato che gli impianti fossero delle bombe e ha chiamato la polizia. Questo ha scatenato un’escalation di terrore, causando la chiusura di tantissime linee di trasporto, ponti e strade.

Questo problema è costato il posto di lavoro del responsabile della Cartoon Network,  e 2 milioni di danni per compensare i costi causati dall’emergenza.

Questa campagna è la dimostrazione di quello che succede quando i settori di una compagnia non comunicano tra di loro – i marketer dovrebbero sempre pensare all’attualità e ai sentimenti del pubblico quando stanno ideando una campagna.

La maggior parte delle persone, soprattutto i residenti delle città, sono molto sensibili e in allerta se vedono qualcosa di strano o di sospetto, quindi prima di programmare una campagna di guerrila marketing riflettete bene se potrebbe urtare la sensibilità di qualcuno.

  1. Loghi sfortunati

Nell’ottobre del 2010, la Gap, nota azienda di abbigliamento americana per cercare di essere più moderna e all’avanguardia, ha pensato bene di cambiare il suo logo. Indovinate quanto è durato?

gap logo new

Ben due giorni. Gap ha prontamente ripristinato il vecchio logo dopo la reazione negativa ricevuta dal pubblico.

Gap è un’azienda di abbigliamento americana nota per l’abbigliamento casual, e con il nuovo logo voleva conquistare un pubblico più alla moda. Sfortunatamente, all’epoca Gap non aveva ancora capito chi era il suo target – le persone a cui piace l’abbigliamento causal non è interessata alle ultime tendenze. I clienti abituali della Gap hanno avvertito che il brand stava cambiando la sua immagine in peggio e che stavano perdendo quindi la loro connessione con l’azienda di abbigliamento.

Gap inoltre ha fallito nell’attirare una generazione più giovane e alla moda con il rinnovamento di immagine, ottenendo come risultato un doppio fallimento su due fronti per il nuovo logo.

Anche se l’errore di Gap non ha causato molti danni, il consiglio è quello di rimanere sempre in contatto con i propri potenziali clienti, in questo modo sarai sicuro che nel caso di un rinnovamento di immagine, il nuovo design lo rifletta.

I marketer spesso si concentrano di più sulle metriche – il che non è sbagliato – sottovalutando però i sentimenti che il pubblico prova verso il brand.

  1. Essere troppo frettolosi con gli invii

Nel Dicembre del 2011, il New York Times ha inviato delle email a delle persone che di recente avevano cancellato il loro abbonamento, chiedendo loro di ripensarci e cercando di convincerli con un ulteriore sconto.

Sembra un buona idea per riconquistare un cliente, non è vero?

Peccato che un impiegato del giornale abbia inviato accidentalmente quelle email agli 8 milioni di iscritti – invece che alla lista di 300 destinatari a cui erano inizialmente destinate.

Gli iscritti hanno subito pensate che quelle email fossero email di spam inviate da degli hacker. Alcuni erano arrabbiati perchè non hanno ricevuto lo stesso sconto come clienti fideli del giornale.

Ovviamente, l’impiegato ha prontamente risposto scusandosi e chiarendo che quelle email erano frutto di un errore.

Nonostante tutto, questo tipo di errore è l’incubo di ogni email marketer, e serve per ricordare che è sempre meglio controllare due volte la lista dei destinatari prima di cliccare sul tasto “Invio”.

  1. Cambiare qualcosa che funzionava

Nel 1985, la Coca Cola ha tentato di presentare, una versione ancora più dolce della sua bevanda per sbaragliare la concorrenza del suo rivale storico: la Pepsi.

Una pubblicità della Pepsi mostrava delle persone bendate preferire il gusto della loro bevanda rispetto alla Coca Cola.

La Coca Cola allora ha deciso di riconquistare una fetta di mercato con una nuova ricetta. E come è andata?

Non bene. Il responso del pubblico è stato così negativo, infatti, che le persone hanno iniziato ad accumulare la vecchia versione di Coca Cola e a venderla al mercato nero a prezzi inflazionati.

Perchè la gente era così delusa? Il brand della Coca Cola incarna le classiche tradizioni americane – perciò i fan della Coca Cola non volevano un nuovo sapore. Volevano la loro tipica bevanda, la cui ricetta segreta è custodita in una cassaforte della Georgia.

Infine, dopo che la Coca Cola ritirò la nuova ricetta, per tornare alla Coca Cola classica, rinominata per l’occasione “Coca-Cola Classic” per accontentare i clienti abituali.

Quindi, cosa abbiamo imparato da questo errore? Impara cosa vogliono i tuoi consumatori prima di investire del tempo e dei soldi in un nuovo servizio o prodotto super top-secret.

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